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6 novembre 2015

Le misure tecnologiche di protezione nelle consolle per videogiochi

Sono da considerare opera dell’ingegno i videogiochi che si costituiscono come prodotto complesso, in quanto comprendenti non solo un programma per elaboratore, ma anche […]

4 novembre 2015

Requisiti per il valido disconoscimento delle riproduzioni informatiche

In tema di efficacia probatoria delle riproduzioni informatiche di cui all’art. 2712 c.c., il disconoscimento di tali documenti, […]

18 settembre 2015

Criteri di verifica per la sussistenza del requisito della novità nel brevetto e validità degli atti del processo telematico

In base all’art. 46 C.P.I., per accertare se il requisito della novità sia soddisfatto, occorre verificare se l’invenzione, come definita nelle rivendicazioni del brevetto, possa dirsi già descritta alla data di priorità in un singolo documento di arte nota o comunque divulgata, così da potersi dire rientrante […]

27 agosto 2015

Impedimenti alla registrazione del marchio di forma e presupposti temporali per la concorrenza parassitaria

L’art. 7, lett. e) Reg. 207/09 e l’art. 9 c.p.i. escludono la possibilità di valida registrazione come marchio della forma che attribuisca valore sostanziale al prodotto, ovvero […]

17 luglio 2015

Imitazione servile del packaging

In assenza di registrazione la tutela del packaging come marchio di forma di fatto è subordinata alla prova della diffusione sul mercato e della convinzione radicatasi presso il pubblico dell’immediata riconducibilità del marchio di forma alla società richiedente la tutela.

26 giugno 2015

Improcedibilità della domanda per il recupero del credito nei confronti di una società fallita

Secondo giurisprudenza assolutamente costante, nel sistema delineato dagli artt. 52 e 95 legge fall., qualsiasi ragione di credito nei confronti della procedura fallimentare deve essere dedotta, nel rispetto della regola del concorso, con le forme […]

11 giugno 2015

Applicabilità delle disposizioni del codice di rito al procedimento di descrizione

Gli artt. 129 e 130 c.p.i. prevedono l’applicabilità al procedimento di descrizione delle norme contenute nel libro IV, titolo I del codice di rito laddove […]

29 aprile 2015

Presupposti per la configurazione dell’illecito storno di dipendenti

La condotta di storno di dipendenti, affinché  possa essere considerata illecita, richiede l’esistenza di alcuni presupposti, quali […]

12 marzo 2015

Criteri applicativi per il giudizio di confondibilità tra prodotti per imitazione servile

In tema di concorrenza sleale, al fine di accertare l’esistenza della fattispecie della confondibilità tra prodotti per imitazione servile, è necessario che la comparazione tra i medesimi avvenga non attraverso un esame analitico e separato dei singoli elementi caratterizzanti, ma […]

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7 aprile 2017

Limiti al diritto di informazione ex art. 2476 c.c. del socio di s.r.l.

La società pur non potendo impedire al socio di avere le informazioni che ricadono nell’ambito dell’art. 2476, co. 2, c.c., può senz’altro legittimamente adottare le misure necessarie a contemperare il proprio interesse alla protezione di dati riservati con l’interesse del socio ad accedere ai documenti e alle notizie previste dalla legge. Ciò soprattutto là dove il diritto venga esercitato da un socio che si trovi oggettivamente nella condizione di trasferire, anche involontariamente, a terzi concorrenti dati che la società ha interesse a mantenere invece riservati.

La tutela cautelare del diritto di accesso ex art. 2476, co. 2, c.c.  può essere concessa là dove la parte che lo fa valere indichi quali siano le speciali ragioni di urgenza o l’irreparabilità del danno connesso alla necessità di disporre dei documenti o delle informazioni richieste con ordine interinale del Tribunale, non essendo il periculum in re ipsa.

Non rientrano nella definizione di “libri sociali” e di “documenti attinenti all’amministrazione” ai sensi dell’art. 2476 c.c. la “documentazione bancaria”, gli estratti conto dei conti correnti intestati alla società, gli scontrini e le ricevute fiscali genericamente indicate, almeno là dove la richiesta di esibizione del socio non indichi alcuna specifica indicazione della inerenza a qualche concreto fatto di amministrazione. Tali documenti, infatti, possono considerarsi “attinenti all’amministrazione” solo qualora venisse individuata anche una determinata e specifica scelta amministrativa della società dalla quale potrebbe essere derivata una corrispondente emissione dei menzionati documenti (il che implicherebbe l’onere del socio di delimitare la sua richiesta di esibizione di documenti quantomeno in termini temporali).

Il diritto di informazione del socio non coinvolto nell’amministrazione si estrinseca, secondo l’art. 2476 c.c., con l’accesso ai libri sociali che, per loro stessa natura, contengono le principali informazioni sulla gestione della società oltre che ai documenti relativi all’amministrazione e, più genericamente, a “notizie sullo svolgimento degli affari sociali”. E’ possibile che in concreto il socio non sia in grado, attraverso tali documenti, di avere le notizie aggiornate su determinati “affari” posti in essere dalla società (già conclusi o in corso di perfezionamento ma non ancora espressi formalmente in uno dei libri sociali) ma in tal caso l’accesso all’informazione deve intendersi limitato a specifici fatti gestionali.

Esula dal diritto di informazione ex art. 2476 c.c. la richiesta del socio di  elaborare documenti ad hoc per
soddisfare le sue esigenze informative finalizzate non ad avere notizie di fatti gestionali, ma valutazioni e giustificazioni sulle ragioni che hanno indotto la società a porre in essere determinati fatti di gestione ovvero a darne una determinata rappresentazione contabile nei libri sociali ai quali il socio ha accesso.

Esula dal diritto di informazione ex art. 2476 c.c. la richiesta del socio di svolgere attività materiali per verificare la correttezza contabile del contenuto dei documenti (nel caso di specie il giudice ha negato al socio reclamante l’accesso al magazzino per verificarne la reale consistenza rispetto a quanto contabilizzato).

Nel caso in cui il socio abbia timore che gli amministratori abbiano posto in essere attività illecite, lo strumento di tutela non è il diritto di informazione ex art. 2467 c.c., ma la denuncia al tribunale ex art. 2409 c.c.

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Chiara Presciani

Laurea in giurisprudenza con 110 e lode presso l’Università degli studi di Bergamo
Dottorato di ricerca in Diritto Commerciale (XXIX ciclo) presso l’Università degli studi di Brescia.(continua)

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