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26 luglio 2017

Diritto dell’amministratore al compenso e cognizione della sezione specializzata in materia di imrpesa

Va attribuita alla cognizione della sezione specializzata in materia di impresa la controversia introdotta da un amministratore nei confronti della società e riguardante le somme da quest’ultima dovute in relazione all’attività esercitata, poiché la formulazione […]

21 luglio 2017

Cessione di quote soggetta a condizione potestativa mista

L’apposizione di una condizione potestativa mista – in parte dipendente dall’operato di terzi e in parte dalla condotta del soggetto nel cui interesse è posta – non può risolversi in un improprio ius poenitendi della parte […]

14 luglio 2017

Opposizione a decreto ingiuntivo

Nel sistema delineato dal codice di procedura civile, il giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo si atteggia come un procedimento il cui oggetto non è ristretto alla verifica delle condizioni di ammissibilità e di validità […]

15 giugno 2017

Sequestro conservativo e garanzia generica patrimoniale

Con riguardo ad obbligazioni contrattuali, l’inadeguatezza patrimoniale del debitore può giustificare la concessione del sequestro conservativo – integrando il “fondato timore” di perdere la garanzia del credito […]

15 giugno 2017

Esclusione del socio da società cooperativa e obbligo statutario di previa intimazione scritta

Ove lo statuto di una società cooperativa preveda che “l’esclusione è deliberata dagli amministratori previa intimazione da parte degli amministratori al socio di rimuoverne, ove possibile, la causa”, eventuali colloqui orali tra amministratori e socio non possono […]

13 giugno 2017

Responsabilità degli amministratori di una società in liquidazione in caso di incapienza del patrimonio della stessa ai fini del soddisfacimento dei creditori sociali

In caso di liquidazione di una società e conseguente insoddisfazione dei creditori della stessa, gli amministratori della medesima non possono essere chiamati a rispondere, a titolo di risarcimento del danno, dell’intero ammontare del credito di terzi […]

30 maggio 2017

Condizioni economiche del debitore e periculum in mora

Le cattive condizioni economiche del debitore di per sé non costituiscono un indice sufficiente per supportare il timore del creditore di perdere le garanzie del proprio credito, e ciò tanto più nel caso in cui […]

28 maggio 2017

Amministratore di fatto

L’individuazione della figura del c.d. amministratore di fatto presuppone lo svolgimento di funzioni gestorie in concreto, senza investitura formale, che abbiano carattere sistematico e non si esauriscano nel compimento di atti di natura “eterogenea ed occasionale”.

28 maggio 2017

Sequestro conservativo e periculum in mora

Ricorre il periculum, da ricavarsi quanto al profilo soggettivo, quando debba presumersi che le condotte distrattive ascritte ai resistenti non permettano alcuna prognosi favorevole circa la spontanea salvaguardia della garanzia patrimoniale generica dovuta ai creditori.

15 maggio 2017

Clausola compromissoria

L’operatività della clausola compromissoria non viene meno a seguito della perdita della qualità di socio della parte, ma rimane opponibile all’ex-socio in riferimento a tutte le controversie che […]

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13 luglio 2017

Bilancio falso da cui emerge la perdita integrale del capitale sociale di s.r.l.

In caso di delibera di azzeramento e contestuale aumento del capitale sociale, la legittimazione all’azione di annullamento della delibera stessa sussiste anche in capo a colui che, non avendo esercitato il proprio diritto di opzione, abbia perso la qualifica di socio. La legittimazione all’impugnazione, infatti, sussiste in tutti i casi in cui il venir meno della qualità di socio sia diretta conseguenza della deliberazione la cui legittimità è contestata. Sarebbe logicamente incongruo, oltre che in contrasto con il principio di cui all’art. 24, co. 1, Cost., ritenere come causa del difetto di legittimazione proprio quel fatto che l’attore assume essere contra legem e di cui vorrebbe vedere eliminati gli effetti.

E’ nulla la delibera che approva un bilancio che, sottovalutando significativamente il magazzino, non rappresenta in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale della società ed espone perdite di esercizio superiori a quelle reali.

E’ nulla per violazione del principio di chiarezza la delibera che approvi un bilancio in cui ci si limita a dar conto in maniera laconica del fatto che la società nel corso dell’esercizio ha posto in essere operazioni con parti correlate senza specificare quali siano tali operazioni e chi siano le parti correlate. In questo modo si preclude ai destinatari del bilancio la possibilità di verificare se effettivamente si tratti di operazioni concluse a normali condizioni di mercato oppure no.

La circostanza che il metodo di redazione del bilancio contrario ai principi di chiarezza e precisione sia stato adottato in passato con il consenso o, addirittura, su iniziativa del socio che poi ha impugnato il bilancio è irrilevante ai fini della illiceità del bilancio stesso e della conseguente nullità della relativa deliberazione assembleare di approvazione, atteso che il bilancio d’esercizio di una società di capitali ha come destinatari non solo i soci, ma tutta una pluralità di terzi, i quali, potendo venire in contatto con la società, hanno interesse a valutarne la situazione patrimoniale ed economica.

Sono nulle per impossibilità dell’oggetto le delibere di riduzione e contestuale aumento del capitale ex art. 2482-ter c.c. che siano state assunte dall’assemblea straordinaria sulla base di un bilancio falso da cui risulti la perdita integrale del capitale sociale in realtà non verificatasi.

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Chiara Presciani

Laurea in giurisprudenza con 110 e lode presso l’Università degli studi di Bergamo
Dottorato di ricerca in Diritto Commerciale (XXIX ciclo) presso l’Università degli studi di Brescia.(continua)

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