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19 settembre 2016

Responsabiltà dell’amministratore unico dimissionario per atti posti in essere ai danni della società poi fallita

L’amministratore unico dimissionario che compia atti gestori oppure operazioni sul conto corrente della società assume la qualità di amministratore di fatto, a maggior ragione ove la nomina del nuovo amministratore non sia stata iscritta nel registro delle imprese. […]

22 luglio 2016

Diritto al risarcimento dei danni per revoca senza giusta causa della delega, esclusiva o condivisa, alla gestione di una società di capitali

In caso di revoca delle deleghe gestorie fiduciariamente ripartite intra collegium si è in presenza di un potere per sua natura puramente e semplicemente discrezionale, data l’assoluta fiduciarietà della delega e le ricadute in punto di responsabilità anche degli altri membri dell’organo delegante, tale per cui, fatti salvi i limiti […]

24 giugno 2016

Validità e interpretazione della clausola di patto parasociale che preveda l’astensione da parte dei paciscenti dal convocare l’assemblea di s.r.l. ex art. 2479, co. 1, c.c.

Pur ammettendosi che il potere di convocazione dell’assemblea da parte dei soci di s.r.l. titolari di almeno un terzo del capitale, da ritenersi insito nella disposizione del primo comma dell’art. 2479 c.c., non possa formar oggetto di deroga statutaria neppur parziale, nulla vieta che il socio che ne sia titolare possa disporne in senso abdicativo […]

14 giugno 2016

Domanda cautelare in corso di causa e individuazione del giudice competente ex art. 669 quater c.p.c.

E’ competente a conoscere della domanda cautelare il giudice della causa pendente per il merito ai sensi dell’art. 669 quater c.p.c. laddove sia ravvisabile un rapporto di inerenza attuale tra la domanda cautelare proposta e il giudizio di merito, nel senso che tale giudizio comprende nel suo oggetto l’accertamento anche del diritto alla cui tutela tende il provvedimento cautelare richiesto. […]

24 maggio 2016

Esclusione da società cooperativa del socio moroso nel pagamento dei canoni di locazione

E’ legittima la delibera di esclusione di un socio dalla società cooperativa per morosità nei pagamenti dovuti per il godimento dell’immobile sociale assegnato e la conseguente dichiarazione di decadenza dal diritto di assegnazione in godimento dell’immobile medesimo […]

15 aprile 2016

Ripetizione dell’indebito in caso di pagamenti per costituzione futura di s.n.c., in difetto di valido contratto (anche preliminare) di società

Non è ravvisabile la responsabilità del debitore per inadempimento contrattuale laddove non risulti provata la stipulazione di un contratto di società né un valido contratto preliminare di società, contenente gli elementi essenziali della futura società […]

19 dicembre 2015

Sequestro conservativo a cautela delle domande risarcitorie di merito ex artt. 2394 e 2395 c.c.

Ai fini dell’accoglimento del ricorso per sequestro conservativo ex art. 671 c.p.c. proposto a cautela della domanda risarcitoria di merito di cui all’art. 2394 c.c., non sussiste il fumus boni iuris laddove il creditore ricorrente non risulti più legittimato […]

15 giugno 2015

Diritto del socio di srl estraneo all’amministrazione di consultazione della documentazione sociale ex art. 2476 cc

E’ legittimato ad esercitare, anche in via cautelare, il diritto di consultazione della documentazione sociale ai sensi dell’art. 2476 c.c. il socio di s.r.l. estraneo all’amministrazione sociale ovvero […]

30 dicembre 2011

Divieto di patto leonino ex art. 2265 c.c.: società di capitali e patti tra soci extrastatutari

Il divieto di patto leonino di cui all’art. 2265 c.c. – la cui ratio è riconducibile alla stessa struttura del contratto di società, in quanto la eliminazione assoluta e costante del rischio d’impresa in capo a uno dei soci ne altera radicalmente la struttura, in particolare […]

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10 luglio 2017

Accesso alla documentazione sociale ex art. 2476, co. 2, c.c. del socio di s.r.l. (ex amministratore)

La pregressa partecipazione all’organo amministrativo non può impedire o limitare il diritto di controllo da parte del socio, atteso che l’incompatibilità logico-giuridica fra diritto di accesso del socio e carica amministrativa viene meno con la cessazione dalla carica stessa.

Più in generale, è irrilevante se ed in quale misura le pregresse vicende processuali possano aver consentito al socio di avere visione di documentazione sociale.

Il diritto di accesso alla documentazione sociale comprende, quale necessario corollario, anche la facoltà di estrarre copia dei documenti esaminati, il tutto a spese del socio interessato e senza pregiudizio per la funzionalità dell’attività gestoria e per la riservatezza della documentazione stessa.

Deve riconoscersi l’esistenza di restrizioni in ordine ai diritti di controllo del socio in omaggio al principio generale di buona fede e di correttezza e sono pertanto da considerare illegittimi i comportamenti che in concreto risultino rivolti a fini diversi da quelli strettamente informativi. Il socio deve, pertanto, astenersi da una ingerenza nell’attività degli amministratori per finalità di turbativa dell’operato di questi ultimi con la richiesta di informazioni, di cui il socio non abbia effettivamente necessità, al solo scopo di ostacolare l’attività sociale; in tal caso, infatti, l’esercizio del diritto non potrebbe ricevere tutela, in quanto mosso da interessi ostruzionistici tali da rendere più gravosa l’attività sociale, con conseguente legittimità del rifiuto opposto dagli amministratori di fornire informazioni o consultare la documentazione. Parimenti contrarie a buona fede risultano la richiesta di informazioni per fini antisociali ed in ogni caso la condotta del socio che eserciti il controllo in modo contrastante con l’interesse sociale.

I soci non possano esercitare i propri diritti di controllo con modalità tali da recare intralcio alla gestione societaria ovvero da svantaggiare la società nei rapporti con imprese concorrenti; una scelta puramente emulativa o vessatoria o antisociale di tempi e modi dei diritti di controllo farebbe, infatti, esorbitare questi ultimi dallo scopo per cui sono stati concessi dall’ordinamento ai soci stessi.

Laddove vi sia il rischio concreto che il socio di S.r.l., in violazione dei principi di buona fede e correttezza, si avvalga del diritto di informazione e consultazione dei documenti della società per cagionarle un pregiudizio, sussiste un vero e proprio obbligo di rifiutare l’accesso alle informazioni sociali riservate in capo agli amministratori, che, in caso di inadempimento, sarebbero responsabili dei danni provocati alla società dall’indebito uso che il socio avesse fatto di dette informazioni.

Non può ritenersi soddisfatto il diritto di accesso per avere asseritamente la società messo il socio nelle condizioni di poter esaminare la documentazione depositata presso uno studio di commercialista. Al riguardo va ricordato che non è consentito che detto diritto di accesso sia reso troppo gravoso a livello logistico (p.es. per l’ubicazione della documentazione) o sia subordinato al pagamento di somme di denaro per la semplice messa a disposizione della documentazione stessa per la visione (grava invece sul socio la spesa necessaria al rilascio di copie dei documenti).

Il diritto di accesso ex art. 2476, co. 2, c.c. può essere esercitato, come del resto avviene normalmente e del tutto ragionevolmente, anche in via d’urgenza. A tal proposito va ribadito che, a seguito della riforma dell’art. 669 octies, c.p.c. (cfr. D.L. 35/2005, convertito con modificazioni nella L. 80/2005 e successive modifiche), il provvedimento emesso ex art. 700 c.p.c ha perso la sua natura anticipatoria e di stretta ed obbligata strumentalità relativamente alla (ormai eventuale) instauranda causa di merito (arg. ex art. 669 octies, 6° comma, c.p.c.), con la conseguenza che non è più necessario ricollegare il provvedimento d’urgenza alla obbligatoria instaurazione di una futura causa di merito, anche se questo non esclude che debbano comunque sempre essere prospettati il petitum e la causa petendi in relazione ai quali individuare la sussistenza del requisito del fumus boni iuris.

L’ingiustificato procrastinarsi di una situazione di incertezza e di sostanziale impossibile libero accesso alla documentazione sociale vale, di per sé, ad integrare il requisito del periculum in mora che giustifica l’emissione del provvedimento cautelare.

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Marco Verbano

Laureatosi col massimo dei voti e la lode in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Padova nel 2011 (tesi di diritto civile su “Il danno da intese anticoncorrenziali”, relatore il Prof....(continua)

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