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14 maggio 2015

Giudizio di identità e confondibilità in materia di contraffazione di segni

In tema di contraffazione di segni, deve essere data un’interpretazione restrittiva di identità ai sensi dell’art. 20 lett. a) c.p.i.: la nozione di identità implica che i due elementi oggetto di confronto siano in tutti i punti gli stessi, riprendendo senza modifiche o aggiunte tutti gli elementi che costituiscono il marchio ovvero contenga differenze talmente insignificanti da poter passare inosservate agli occhi del consumatore medio.

Il giudizio di confondibilità ex art. 20 lett. b) c.p.i. si modula attraverso una valutazione globale del rischio di associazione ed implica una interdipendenza fra i fattori presi in considerazione, ed in particolare la somiglianza tra i marchi e l’affinità dei prodotti. Cosicchè un tenue grado di somiglianza tra i marchi può essere compensato da un elevato grado di affinità tra i prodotti e viceversa.

Quanto allo scrutinio sul grado di affinità tra prodotti occorre tenere conto di tutti i fattori pertinenti che caratterizzano la relazione tra i medesimi e, quindi, la loro natura, la loro destinazione, il loro impiego nonché la loro interscambiabilità e la loro complementarietà in relazione al bisogno che sono diretti a soddisfare ed infine la clientela alla quale sono diretti, oltre l’origine dei prodotti e la loro rete di distribuzione.

Le diverse ipotesi di cui all’art. 20 c.p.i., anche ove lamentate nel giudizio ordinario negli scritti difensivi successivi al primo, paiono concretare solo un’ipotesi – non di mutatio bensì – di emendatio libelli, con esclusione quindi dell’eccezione processuale di modifica della causa petendi. Ciò a maggior ragione nel procedimento cautelare, a forma c.d. destrutturata, purchè sia rispettato il contraddittorio.

La decadenza parziale per non uso può essere pronunciata solo per prodotti distanti rispetto a quelli contraddistinti sul mercato dal marchio attaccato.

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Andrea Andolina

Editor

Associate Lawyer presso Clifford Chance, Milano. Collaboro dal 2014 con Giurisprudenza delle Imprese, per cui ho curato la Rassegna di Diritto Industriale realizzata nel 2017. Ho conseguito il Master (LLM) in...(continua)

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