hai cercato articoli in
Art. 96 c.p.c.
6 risultati
13 novembre 2015

Violazione della clausola di prelazione in una srl e illegittimità della delibera di esclusione del socio per la proposizione di un’azione giudiziale

La violazione di clausola di prelazione inserita nello statuto sociale comporta l’inopponibilità della cessione nei confronti della società e dei soci titolari del diritto di prelazione, del tutto a prescindere dalla piena validità dell’atto di cessione nei rapporti tra cedente e cessionario. [ LEGGI TUTTO ]

1 settembre 2015

Responsabilità del venditore di partecipazione sociale per occultamento di fatti rilevanti

Nella compravendita di partecipazioni sociali, il venditore che abbia dolosamente occultato elementi di fatto idonei ad incidere sulla valutazione della consistenza patrimoniale della società e pertanto del valore delle azioni acquistate, risponde dei danni causati da tale condotta. [ LEGGI TUTTO ]

3 luglio 2015

Clausola di proroga della competenza, convenuto fittizio e responsabilità aggravata ex 96 c.p.c.

In caso di contenzioso per responsabilità contrattuale tra due società francesi (entrambe parti di gruppi di società internazionali), costituisce un “convenuto fittizio” la società italiana, facente parte del gruppo della convenuta, chiamata in causa in virtù di una mera richiesta di condanna in solido non ancorata a un titolo specifico (né contrattuale, né extracontrattuale). [ LEGGI TUTTO ]

12 marzo 2015

Rigetto dell’opposizione avverso la decisione di riduzione del capitale sociale dei soci di una S.r.l. per effetto dell’intervenuta revoca della decisione opposta

Resta irrilevante ai fini della valutazione ex art. 2482 c.c. del pericolo di pregiudizio per i creditori l’impegno dei soci – espresso negli atti difensivi – di destinare a riserva le risorse liberate dalla riduzione del capitale sociale. [ LEGGI TUTTO ]

13 novembre 2014

Responsabilità dell’amministratore di fatto di società cooperativa, in quanto datore di lavoro di fatto, per il danno subito da un dipendente

Deve qualificarsi come amministratore di fatto di una società la persona che – in assenza di particolari titoli, procure o incarichi lavorativi che legittimino l’espletamento di funzioni dirigenziali, se non la qualifica di amministratore (di fatto, appunto) – abbia esercitato tali funzioni in maniera continuativa, totalitaria [ LEGGI TUTTO ]