2 Giugno 2020

Patti di non concorrenza e insussistenza dei presupposti comuni per la tutela cautelare

Non è ravvisabile un pregiudizio “imminente e irreparabile” – necessario presupposto per l’emanazione del provvedimento di urgenza ex art. 700 cpc – in relazione alla presunta violazione di un patto di non concorrenza da parte dell’amministratore delegato dimissionario se: (i) la pattuizione negoziale prevede il pagamento di una rilevante penale per il caso di violazione del patto di non concorrenza sicchĂ© il pregiudizio derivante dalla violazione del patto non possa dirsi di per sĂ© irreparabile in quanto di difficile o impossibile monetizzazione; (ii) l’inadempimento contestato all’amministratore si concretizzi nell’impegno assunto da quest’ultimo di ricoprire un incarico simile o analogo a quello precedentemente ricoperto in una societĂ  operante sì nello stesso settore dell’attrice nonchĂ© ex datrice di lavoro dell’amministratore dimissionario, ma dedita in assoluta prevalenza a un segmento di mercato caratterizzato da peculiaritĂ  diverse da quelle proprie del segmento ove la reclamante opera in via principale e tale per cui la possibilitĂ  di future condotte dell’amministratore in grado di incidere sulla concreta operativitĂ  commerciale della reclamante appaia di per sĂ© residuale; (iii) al momento della richiesta del provvedimento cautelare di urgenza, nessuna condotta dell’amministratore specificamente pregiudizievole della operativitĂ  dell’attrice possa dirsi in atto o essere valutata come imminente.

 

 

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