12 Gennaio 2018

Sussitenza dei requisiti della novità e del carattere individuale nei modelli ornamentali – nozione di utilizzatore informato – il valore artistico delle opere del disegno industriale – presupposti della concorrenza sleale

In materia di modelli ornamentali, ai fini della sussistenza del requisito della novità le anteriorità rilevanti devono essere poste a confronto con il nuovo modello isolatamente e senza possibilità di combinarle tra di loro a mosaico.

Anche per valutare la sussistenza del carattere individuale non è consentito combinare anteriorità diverse e il confronto non deve essere fatto in base ad un giudizio analitico sui singoli dettagli ma in base ad un giudizio di insieme; inoltre, nei settori merceologici affollati dove vi sono moltissimi disegni/modelli, anche un modesto grado di differenziazione può essere sufficiente ad identificare e differenziare e quindi a fornire una diversa impressione generale all’utilizzatore informale. Quest’ultimo poi è un soggetto che senza essere un progettista o un esperto tecnico, conosce i vari disegni o modelli esistenti nel comparto di riferimento, dispone di un certo grado di conoscenza quanto agli elementi che questi disegni o modelli comportano di regola e, a causa del suo interesse per i prodotti in questione, da prova di un grado di attenzione relativamente elevato quando li utilizza. In sostanza, l’utilizzatore informato costituisce una nozione intermedia tra quella di consumatore medio, applicabile in materia di marchi, al quale non è richiesta alcuna competenza specifica e che in generale non effettua un confronto diretto tra i marchi in conflitto, e quella della persona competente in materia, esperto provvisto di competenze tecniche approfondite e può essere intesa nel senso che indica un utilizzatore dotato non già di una attenzione media bensì di una particolare diligenza a prescindere da se quest’ultima sia dovuta alla sua esperienza personale oppure alla sua conoscenza approfondita del settore considerato.

Affinché sussista il requisito del valore artistico – per accedere alla tutela autoriale di cui all’art. 2 n. 10 LDA – in assenza di precisi parametri normativi, la giurisprudenza valorizza alcuni indici quali, per esempio, la notorietà internazionale dell’oggetto o del designer, l’esposizione in musei o n mostre di arte contemporanea, la pubblicazione in riviste di storia dell’arte. Si tratta di indici di natura indiziaria che rientrano nell’onere deduttivo e probatorio di chi invoca la tutela autoriale e che devono essere allegati e provati in relazione alla singola opera del disegno industriale in relazione alla quale viene richiesta l’applicazione del n. 10 dell’art. 2 LDA.

Il presupposto per l’applicazione della disciplina della concorrenza sleale di cui all’art. 2598 e ss c.c. è quello di una concorrenza economica anche solo potenziale tra il soggetto attivo e quello passivo della condotta.

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Valerio Capasso

Laureato presso l’Università degli Studi di Parma. Avvocato abilitato presso la Corte d'Appello di Torino specializzato in materia di proprietà intellettuale e industriale.(continua)

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