17 ottobre 2014

Telefonia e abuso di posizione dominante

Ai fini della individuazione del mercato rilevante nella determinazione di una posizione dominante deve affermarsi che i servizi di terminazione fanno parte dei più ampi servizi di interconnessione tra le reti dei vari operatori e che essi non attengano all’ambito dei servizi di accesso alla rete telefonica fissa. Tale distinzione di autonomi mercati è stata chiaramente delineata nella Raccomandazione della Commissione 2007/879/CE del 17.12.2007 e confermata dall’autorità regolatoria nazionale che ha ritenuto che ciascuna rete fissa identifica un distinto mercato per i servizi di terminazione in postazione fissa ed ha concluso che ciascun operatore, essendo l’unico soggetto in grado di offrire servizi di terminazione delle chiamate sulla propria rete, detiene una quota pari al 100% di tale specifico mercato.

L’art. 102, secondo comma, lett. a), TFUE vieta espressamente che un’impresa dominante imponga direttamente od indirettamente prezzi d’acquisto, di vendita od altre condizioni di transazione non eque. Premessa la non tassatività delle ipotesi previste nell’art. 102 TFUE, costituisce abuso di posizione dominante anche la strumentalizzazione di rapporti contrattuali – in particolare per ciò che attiene ai servizi di terminazione delle chiamate – nell’ambito dei quali gli altri operatori sono obbligati a usufruire dei servizi prestati da un soggetto soggetto che attraverso la predisposizione di profili tariffari destinati a incrementare in maniera artificiosa la redditività del proprio servizio di terminazione in danno dei concorrenti determina sostanziali alterazioni del contesto concorrenziale.

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Maria Luigia Franceschelli

Associate

Dottorato di Ricerca in Proprietà Industriale, Università degli Studi di Milano Avvocato presso Hogan Lovells Studio Legale, IP team(continua)

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