{ ultimo aggiornamento: 26 giugno 2017 }
18 aprile 2017

Piena tutela cautelare a giacche contraddistinte da marchi denominativi e figurativi

Sussiste un rischio di confusione ai sensi dell’art. 9 lettera b) del Regolamento (CE) n.207/2009 in caso di quasi integrale riproduzione di un marchio comunitario registrato (nel caso di specie: una striscia colorata) sul prodotto di un […]

5 aprile 2017

I presupposti dell’exceptio doli nell’ambito di crediti derivanti da licenza di marchio

Anche nell’ambito di un contratto di licenza di marchio, affinché l’exceptio doli sia fondata è necessario che a) il dolo viziante il consenso presupponga l’adeguatezza dei mezzi, dei raggiri e degli artifizi idonei a carpire il consenso di una persona di media diligenza; b) i raggiri e gli artifizi siano collocati sotto il profilo temporale in data antecedente o al più coeva alla stipulazione del negozio che si presume viziato.

29 marzo 2017

La responsabilità solidale per i debiti dell’azienda ceduta

La cessione d’azienda non comporta automaticamente il sorgere di una responsabilità solidale tra cedente e cessionario con riguardo ai debiti di natura retributiva relativi ai rapporti di lavoro esauriti: rispetto a questi ultimi, infatti, non trova applicazione l’art. 2112 c.c. che presuppone la vigenza del rapporto di lavoro al momento del trasferimento d’azienda, ma l’art. 2560 c.c. che contempla, in generale, la responsabilità dell’acquirente per i debiti dell’azienda ceduta ove risultino dai libri contabili obbligatori.

23 marzo 2017

La competenza tabellare del giudice onorario nell’ambito delle Sezioni specializzate del Tribunale di Milano

La circostanza che le parti del contratto oggetto del giudizio siano due società non vale a modificare l’oggetto della domanda che riguarda l’efficacia di un contratto di compravendita aziendale e non una questione di natura societaria restando quindi ferma la competenza del giudice onorario assegnato alle Sezioni specializzate del Tribunale di Milano, ai sensi e per gli effetti dell’art. 61 della circolare sulla formazione delle tabelle per il triennio 2014/2016.

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31 gennaio 2017

Cessazione del contratto di affiliazione commerciale, utilizzo del marchio e patto di non concorrenza

Lo scioglimento del vincolo contrattuale di affiliazione fa venire meno la fonte che autorizzava l’affiliato ad utilizzare i segni distintivi per l’esercizio dell’attività contrattuale, consentendogli di azionare sia i diritti nascenti dal contratto che quelli assoluti di privativa. Il contratto segna i confini al di fuori dei quali il licenziatario non può lecitamente disporre del marchio e deve essere considerato alla stregua di qualsiasi terzo contraffattore; per il principio dell’unitarietà dei segni distintivi ex art. 22 CPI, il divieto di utilizzazione si estende anche all’insegna.

Non può evincersi la carenza del periculum in mora di per sé dalla dichiarazione della resistente – o anche dalla sua condotta attuativa – di cessazione, quando essa sia intervenuta successivamente alla notifica del ricorso cautelare e non emergano inequivoci elementi che depongano per la irreversibilità della condotta.

Il patto di non concorrenza contenuto negli accordi verticali e riguardante la previsione dell’obbligo di non concorrenza dopo la cessazione del rapporto, rientra, espressamente, tra le ipotesi di deroga all’esenzione dall’applicazione delle norme comunitarie in tema di concorrenza agli accordi verticali e pratiche concordate, salvo che preveda cumulativamente le condizioni sotto enunciate e che, come si è già anticipato, non corrispondono integralmente con i limiti contrattuali del patto di non concorrenza previsti dal diritto nazionale. Il patto di non concorrenza in esame, infatti, è valido solo se: (i) si riferisca a beni e servizi in concorrenza con i beni e servizi contrattuali; (ii) sia limitato ai locali e terreni da cui l’acquirente ha operato durante il periodo contrattuale; (iii) sia indispensabile per la protezione del know how trasferito dal fornitore all’acquirente; e (iv) la durata dell’obbligo di non concorrenza sia limitata al periodo di un anno a decorrere dalla scadenza dell’accordo.

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