15 Febbraio 2019

Delibera di distribuzione degli utili e abuso di maggioranza

Deve essere esclusa la possibilità per la società di integrare la volontà assembleare in sede giudiziale (nella specie si trattava di un’impugnativa di delibera di distribuzione di utili per asserito abuso di minoranza).

Non può essere oggetto di sindacato giurisdizionale l’esercizio della discrezionalità imprenditoriale, se non irrazionale o abusivo. Infatti, “le scelte di gestione sono insindacabili se legittimamente compiute e non irrazionali, criteri riferiti rispettivamente alle modalità e alle ragioni per le quali la scelta è stata compiuta”, sicché, ad esempio, “il giudizio sulla diligenza dell’amministratore nell’adempimento del proprio mandato non può mai investire le scelte di gestione o le modalità e circostanze di tali scelte, anche se presentino profili di rilevante alea economica, ma solo la diligenza mostrata nell’apprezzare preventivamente i margini di rischio connessi all’operazione da intraprendere, e quindi, l’eventuale omissione di quelle cautele, verifiche e informazioni normalmente richieste per una scelta di quel tipo, operata in quelle circostanze e con quelle modalità”.

“L’abuso o eccesso di potere è causa di annullamento/invalidità delle deliberazioni assembleari allorquando la delibera non trovi alcuna giustificazione nell’interesse della società e costituisca una deviazione dell’atto dallo scopo economico-pratico del contratto di società, per essere il voto ispirato al perseguimento da parte dei soci di maggioranza di un interesse personale antitetico rispetto a quello sociale, ovvero quando costituisca il portato di una intenzionale attività fraudolenta dei soci di maggioranza diretta a provocare la lesione dei diritti di partecipazione e degli altri diritti patrimoniali spettanti ai soci di minoranza uti singuli. i due requisiti testè evidenziati non sono richiesti congiuntamente, ma in alternativa”. Al di fuori di tali ipotesi resta preclusa ogni possibilità di controllo in sede giudiziaria sui motivi che hanno indotto la maggioranza ad esprimere il proprio voto.

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Stefano Giannone Codiglione

Laurea con Lode in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Siena. Visiting student presso l’University College London. Master in Diritto e Impresa. Abilitazione all’esercizio della professione forense...(continua)

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