7 Novembre 2017

Amministratore unico di s.r.l. tra interessi contrastanti con quello della società e carenza di poteri

Deve essere annullato il contratto di affitto di azienda stipulato tra la s.r.l. attrice e la s.r.l. convenuta, questa in persona dell’altra convenuta che agiva in nome e per conto pur consapevole dell’intenzione dei soci di revocarle l’incarico di amministratore unico per comportamenti contrastanti con gli interessi della società (come la mancata stipulazione del mutuo bancario al fine di ottenere il necessario finanziamento per i lavori di ristrutturazione dell’immobile o la irregolarità nella convocazione dell’assemblea, il rifiuto a procedere alla verbalizzazione della delibera della propria revoca); inoltre l’amministratrice era sprovvista dei necessari poteri e senza l’autorizzazione dell’assemblea come richiesto dallo statuto.
Viene disposta la condanna in solido al risarcimento del danno subito e nella quantificazione in via equitativa si dovrà tenere conto del mancato incasso dell’indennità di occupazione, della riduzione delle giacenze di magazzino, della retribuzione dei dipendenti,  della mancata erogazione del contributo regionale e della mancata restituzione delle casse.

La preliminare eccezione di incompetenza deve ritenersi infondata perché nel caso di specie sul criterio territoriale ha valenza assorbente il criterio funzionale di attribuzione alla sezione specializzata, vertendo la controversia sulle azioni di responsabilità promosse contro i componenti dell’organo amministrativo e risultando quindi attratte le cause e i procedimenti quando tra le domande proposte sia ravvisabile un rapporto di connessione oggettiva e soggettiva.

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