Nullità di lodo arbitrale in tema di divieto di concorrenza e responsabilità di amministratore di s.r.l.

La contraddittorietà delle disposizioni, di cui al n. 11 dell’art. 829 c.p.c., è riferibile al contrasto tra le diverse parti del dispositivo, non invece alla contraddittorietà della motivazione o al contrasto tra la motivazione del lodo e il suo dispositivo. Inoltre, il requisito previsto dall’art. 823, comma 1, n. 5 c.p.c. deve ritenersi rispettato quando sia possibile risalire alla ratio decidendi che sottende il lodo, prescindendo da un controllo sulla congruità della motivazione stessa.

Al fine di valutare la violazione del divieto di cui all’art. 2390 c.c., contestata a un amministratore di s.r.l. per avere assunto la qualifica di socio a responsabilità illimitata in una s.a.s., l’arbitro deve indagare sull’identità dell’oggetto sociale delle due società. Qualora l’amministratore si limiti, nell’ambito della s.a.s, a esercitare la propria professione di odontoiatra, dunque, alcuna violazione del divieto di concorrenza deve ritenersi imputabile a tale amministratore rispetto all’oggetto sociale della s.r.l. individuato nella “’istituzione, l’organizzazione e la gestione dei luoghi idonei a praticare l’odontostomatologia, l’istituzione e conduzione di corsi relativi all’odontoiatria e la promozione della ricerca scientifica nel campo odontoiatrico”.

Giulia Giordano

Laurea con lode presso l'Università di Bologna; LL.M. International business and commercial law presso King's College London; Diploma di Specializzazione per le Professioni Legali presso Università di Bologna; Junior...(continua)

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