16 maggio 2017

Contraffazione di design comunitario registrato e criteri di risarcimento del danno

Nella tutela del design, il requisito del carattere individuale è rinvenibile nella c.d. differenza qualificata, non limitata a dettagli irrilevanti, ma incidente sull’impressione generale suscitata dal modello, con la conseguenza che l’ambito delle forme tutelabili risulta ampliato, rispetto alla normativa previgente, a tutte quelle che presentano una originalità estetica che possa da sola orientare le scelte di acquisto del consumatore finale. Queste forme – attributive proprio di quel livello di individualità tali, secondo alcuni, non solo da attirare l’attenzione del consumatore, ma altresì da costituire motivo di preferenza per l’acquisto – sono proprio quelle che segnano il confine della privativa tutelabile, giacché è proprio a quel quid di distinzione che viene conferita tutela.

Per la quantificazione del risarcimento del danno da contraffazione di design registrato, è da preferire il criterio della retroversione degli utili sulla la giusta royalty (o anche “prezzo del consenso”), criterio quest’ultimo non sufficientemente disincentivante per il contraffattore rispetto al primo.

Carmine Di Benedetto

Laurea in Giurisprudenza (110/110 con lode) presso Università Commerciale Luigi Bocconi, Milano, 2013. Exchange Student presso The George Washington University School of Law, Washington, D.C., Stati Uniti, 2012....(continua)

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