24 giugno 2016

La società controllata e amministrata da un socio non può essere considerata sua rappresentante al fine della ripetizione di un pagamento indebito

I pagamenti effettuati a favore di una società amministrata e interamente partecipata da uno dei soci sulla scorta di un contratto asseritamente simulato (e volto a fargli ottenere in via indiretta utili) non giustificano un’azione di ripetizione di indebito nei confronti del socio, quale soggetto che abbia incassato i pagamenti a mezzo di rappresentante. Invero, i pagamenti effettuati a vantaggio della società entrano nel patrimonio di quest’ultima, mentre la sola allegazione della qualità di socio e amministratore unico non consente di superare il principio costitutivo della piena autonomia patrimoniale e giuridica delle distinte persone giuridiche (socio e società), così che delle somme pagate potrà beneficiare il socio solo in virtù di un eventuale e successivo titolo  dispositivo specificamente inerente i rapporti tra i menzionati due soggetti, e in nessun caso invece a titolo di mero “trasferimento” di somme ricevute (dalla società) in virtù di un rapporto di rappresentanza.

 

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