17 Maggio 2017

Ricorso ex art. 700 c.p.c. per abuso di dipendenza economica: ambito applicativo della disciplina e definizione di “dipendenza economica”

La disciplina prevista all’art. 9 L. 192/1998 è di applicazione generale, ovvero si applica a tutti i rapporti di collaborazione tra imprese, nelle fasi della produzione e/o della distribuzione, rispetto a tutte le ipotesi di abuso di dipendenza economica e non limitatamente all’ipotesi di rapporto di sub-fornitura in senso stretto.

La dipendenza economica (countervailing power) è la situazione in cui un’impresa sia in grado di determinare, nei rapporti commerciali con un’altra impresa, un eccessivo squilibrio di diritti e di obblighi, a tal fine dovendo tenersi conto della reale possibilità per la parte che abbia subito l’abuso di reperire sul mercato delle alternative soddisfacenti. Malgrado l’ambiguità dell’uso dell’avverbio “anche”, è communis opinio che l’impossibilità di reperire delle alternative soddisfacenti rivesta un ruolo centrale nella valutazione circa la dipendenza economica, senza la quale è ultronea ogni indagine sull’abuso. Il primo e principale sintomo della dipendenza è rappresentato  dall’esecuzione da parte dell’imprenditore debole di una serie di investimenti specifici (relational specific investments), nell’ottica di far fronte agli impegni contrattuali assunti con l’imprenditore forte. L’imprenditore debole si trova così esposto al ricatto (hold up) dell’imprenditore forte, giacchè la minaccia di interruzione del rapporto lo costringe a proseguirlo accettando condizioni inique, di fronte all’eventualità (laddove sul mercato non siano reperibili dei validi “sostituti”) di non riuscire ad ammortizzare gli investimenti che ha fatto nel tempo, o di dover affrontare dei costi elevati per la loro riconversione (switching costs) (nel caso di specie, pur essendo stato accertato un rapporto di dipendenza economica tra le società, il ricorso è stato rigettato, difettando adeguato fumus quanto alla fondatezza della prospettazione di abuso svolta dai ricorrenti).

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Camilla Savoldi

Avvocato del Foro di Milano. Laureata in giurisprudenza presso l'Università degli studi di Milano-Bicocca (110L). Dottoranda in Diritto Commerciale presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano (Scuola di...(continua)

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