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2 settembre 2015

Diritto del socio alla percezione dei dividendi e azione di responsabilità degli amministratori di s.r.l.

Il fatto costitutivo del diritto del socio alla percezione dei dividendi è (per le s.p.a.: art. 2433 c.c.) la deliberazione assembleare di distribuzione dei medesimi, principio da cui deriva che tale diritto sorge in capo a chi è socio al momento di quella deliberazione, dovendosi invece escludere in capo a quei soggetti che sono stati soci prima della deliberazione medesima, ma che a quel momento hanno perduto tale qualifica.

E’ pacifico che questi principi valgono per tutte le società di capitali, dunque anche per le s.r.l. – anche in considerazione della sostanziale omogeneità del disposto degli artt. 2433 e 2478 bis c.c. – in contrapposizione con quanto previsto per le società di persone, in cui i soci divengono titolari della quota di utili di esercizio ipso facto dopo l’approvazione del rendiconto, senza che sia necessaria un’ulteriore decisione sulla loro distribuzione.

Rispetto alla domanda di accertamento della responsabilità degli amministratori ex art. 2476 c.c. sussiste la carenza di legittimazione passiva, rilevabile d’ufficio, della società: la società amministrata – in quanto soggetto il cui patrimonio subisce il danno derivante dalla condotta illecita degli amministratori – non può essere nel contempo anche il soggetto chiamato a rispondere di quel danno (subito per effetto di quella condotta), od anche solo il soggetto controparte di un’azione di accertamento di quelle responsabilità, specie in assenza di qualsiasi domanda verso gli amministratori stessi. La stessa conclusione vale per l’azione dei creditori verso gli amministratori, avendo il creditore a disposizione contro la società debitrice non già l’azione di responsabilità – esperibile solo contro i suoi amministratori -, ma l’azione a tutela del diritto di credito.

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