4 Dicembre 2014

Interpretazione del contratto di licenza

In tema di interpretazione del contratto deve essere esclusa la necessità dell’ammissione delle prove orali in quanto dette prove si appalesino non risolutive e quindi superflue in relazione ai testi contrattuali, intesi come contratti di base e amendments, e cioè quando sia possibile procedere alla interpretazione dell’accordo in base al testo contrattuale, facendo applicazione dei criteri ermeneutici codicistici, nonché in base agli scritti scambiati all’epoca fra le medesime parti, senza poter dare ingresso all’audizione di testi (o di rappresentati delle parti) che dichiarino quale avrebbe potuto essere la rispettiva intenzione nel corso delle trattative.

Ai fini dell’interpretazione di un testo contrattuale è necessario innanzitutto procedere alla lettura degli accordi intercorsi tra le parti, secondo la previsione di cui all’art. 1362 c.c., quale punto di partenza per individuare quale avrebbe potuto essere la comune intenzione delle parti al momento della pattuizione. Altro criterio ermeneutico che soccorre, dopo aver proceduto all’interpretazione complessiva della clausole ex art. 1363 c.c. è quello che induce ad interpretare il contratto secondo buona fede ex art. 1366 c.c. Qalora si ritenesse che permangano ancora dubbi, si dovrebbe allora fare riferimento alla regola residuale di cui all’art. 1371 c.c., per la quale l’interpretazione del contratto va condotta nel senso che realizzi l‟equo contemperamento degli interessi delle parti se il contratto è a titolo oneroso.

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Maria Luigia Franceschelli

Associate

Dottorato di Ricerca in Proprietà Industriale, Università degli Studi di Milano Avvocato presso Hogan Lovells Studio Legale, IP team(continua)

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