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22 giugno 2017

Responsabilità di amministratori e sindaci di s.r.l. fallita per danno morale al socio di minoranza

E’ inammissibile l’azione di responsabilità nei confronti di amministratori e sindaci di s.r.l. proposta della socia al 20% per i danni morali subiti, conseguentemente alla “implosione traumatica della sua vita” derivante dalle vicende gestorie determinanti il fallimento della s.r.l., in quanto riformulata in corso di causa in modo tale da far ritenere la domanda dell’attrice “nuova” e dunque inammissibile (nel caso di specie l’attrice aveva, invero, inizialmente presentato domanda relativa al risarcimento dei danni morali in diretto collegamento alla domanda principale riguardante la diminuzione del valore della propria partecipazione sociale, così quantificando il danno morale in una percentuale di quello patrimoniale e svolgendo una conclusione di condanna unitaria. Solo successivamente, nelle conclusioni definitive, aveva attribuito autonoma valenza alla domanda risarcitoria per danni morali, unica domanda riproposta in via principale, a seguito dell’estinzione del processo principale per trasferimento dell’azione civile nel processo penale, così determinandosi in sostanza un complessivo cambiamento di scenario processuale).

Il trasferimento dell’azione civile nel processo penale, regolato dall’art. 75 c.p.p., determina una vicenda estintiva del processo civile riconducibile al fenomeno della litispendenza, e non a quello disciplinato dall’art. 306 c.p.c., in quanto previsto al fine di evitare contrasti di giudicati. Ne consegue che detta estinzione è rilevabile anche d’ufficio, ma può essere dichiarata solo se, nel momento in cui il giudice civile provvede in tal senso, persista la situazione di litispendenza e non vi sia stata pronuncia sull’azione civile in sede penale.

 

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