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Diletta Lenzi

Assegnista di ricerca presso l'Università degli Studi di Trento. Cultrice della materia presso l'Università degli Studi di Firenze. Avvocato in Firenze. Già dottore di ricerca presso la Università Ca' Foscari di Venezia, dottorato in Diritto, Mercato, Persona (XXX ciclo), curriculum in diritto commerciale.

28 Gennaio 2020

Estinzione di società di diritto inglese e sorte del patrimonio immobiliare sito in Italia

Il possesso, la proprietà e gli altri diritti reali sui beni mobili e immobili di proprietà di società di diritto straniero sono regolati dalla legge dello Stato in cui i beni si trovano, secondo il disposto dell'art. 51, l. n. 218/1995. ... [ Continua ]
2 Gennaio 2020

Violazione del mandato in rem propriam a vendere quote di s.r.l. gravate da usufrutto

Alla violazione da parte del mandante dell’impegno assunto anche nell’interesse del mandatario (c.d. mandato in rem propriam) può conseguire esclusivamente la tutela risarcitoria ... [ Continua ]
28 Novembre 2019

Finanziamenti dei soci, conferimenti in conto capitale e legittimazione ad agire per azioni in comproprietà

La domanda giudiziale congiuntamente proposta dai coeredi di un socio volta alla restituzione di un finanziamento soci non necessita della previa nomina di un rappresentante comune degli azionisti, non potendosi realisticamente ipotizzarsi il rischio di un esercizio disgiunto del diritto patrimoniale connesso a tale titolarità. ... [ Continua ]
18 Marzo 2019

Sulla revoca cautelare dell’amministratore: la persistenza del periculum

Nel procedimento cautelare non è revocabile dall'incarico, per insufficienza di effettivo e proporzionato periculum in mora, l'amministratore che al momento di presentazione dell'istanza cautelare non sia più in una posizione tale da poter gestire il patrimonio sociale in modo discrezionale o secondo i propri interessi. ... [ Continua ]
25 Ottobre 2019

Sull’interpretazione delle clausole statutarie di limitazione della circolazione delle azioni

Il gradimento dell'acquirente del socio intenzionato a cedere la partecipazione sociale deve essere espressamente pattuito dallo statuto e non può dedursi dall'interpretazione estensiva della clausola di prelazione. Infatti, le clausole di prelazione e gradimento, per quanto entrambe limitative della circolazione delle azioni, devono essere distinte sotto il profilo funzionale come due diverse fattispecie cui si applica  diversa disciplina (rispettivamente comma 1 e comma 2 dell'art. 2355-bis c.c.).
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31 Maggio 2018

Azione di responsabilità nei confronti degli amministratori da parte del creditore sociale: l’onere della prova

Il creditore di s.r.l. che subisce un danno dalla condotta dell’amministratore nell’esercizio delle proprie funzioni può accedere, alternativamente: (i) all’azione di responsabilità di cui all’art. 2476, co. 6, c.c. per il danno direttamente subito da condotta dolosa o colposa ... [ Continua ]
7 Gennaio 2020

Sulla compromettibilità della controversie societarie

E’ compromettibile la controversia fra ex amministratore e società avente ad oggetto diritti disponibili relativi al rapporto sociale (nella specie: la richiesta di rifusione dei danni per assenza di giusta causa della revoca dall’incarico di amministrazione). ... [ Continua ]
31 Maggio 2018

Sull’ammissione al gratuito patrocinio degli enti non lucrativi

L’art. 119 del d.p.r. n. 115/2002 estende il trattamento previsto per le persone fisiche in ordine al patrocinio a spese dello Stato anche agli enti o alle associazioni senza fine di lucro e non esercenti attività economica ... [ Continua ]
8 Settembre 2018

Clausola risolutiva espressa e rinuncia alla condizione

Secondo il più recente orientamento della Corte di Cassazione, la rinuncia alla condizione risolutiva espressa comporta "una modifica contrattuale con rilevante alterazione rispetto al precedente negozio", che conseguentemente deve essere adottata a mezzo di forma scritta (così Cass. n. 22662/2015).
Un più risalente orientamento giurisprudenziale - che non trova applicazione nel caso di specie - ammette tuttavia la rilevanza di una rinuncia tacita alla condizione (Cass. 3740/1979), ma questa deve potersi dedurre da considerazioni non generiche, tali da dimostrare l'esistenza dell'accordo modificativo.
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10 Marzo 2019

Sulla prova della rinuncia alla condizione risolutiva espressa

Il Tribunale aderisce all'orientamento giurisprudenziale secondo il quale la rinuncia alla condizione contrattuale (nello specifico una condizione risolutiva espressa) comporta una modifica contrattuale "con rilevante alterazione rispetto al precedente negozio" e in quanto tale ... [ Continua ]

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