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Art. 2615 ter c.c.
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13 Maggio 2021

Il ribaltamento dei ricavi nelle società consortili presuppone una previsione di dettaglio approvata dal consiglio di amministrazione della società

La previsione statutaria di una società consortile che prevede l’obbligo, da parte delle società consorziate, di mettere a disposizione della società consortile stessa le risorse occorrenti per le attività da svolgere è una norma statutaria programmatica, che sancisce il dovere dei soci consorziati di finanziare la società, ma che non consente di enucleare il diritto della società consortile a percepire i ricavi dell’appalto. Dunque, il c.d. ribaltamento dei ricavi, che fa sorgere in capo ai soci l’obbligazione di coprire i costi sopportati dalla società consortile per l’esecuzione dell’appalto, non può operare senza una previsione di dettaglio approvata dal Consiglio di Amministrazione della società.

La clausola compromissoria contenuta in una pattuizione a favore di terzo è opponibile a quest’ultimo qualora questi abbia manifestato la volontà di profittare della stipulazione.

12 Febbraio 2021

Società consortili e obblighi di ripianamento dei costi di gestione

Nelle società consortili costituite a norma dell’art. 2615-ter c.c., l’atto costitutivo (o lo statuto che lo integra), ai sensi dell’art 2603, co. 2, n. 3, c.c., può prescrivere ai soci di pagare, oltre alla quota di capitale sottoscritta, contributi annuali a copertura delle spese di gestione. Tale obbligo non dev’essere eccessivamente generico e deve consentire di individuare quali siano i contributi dovuti da ciascun socio, specificando le modalità, le condizioni e i criteri nello stesso statuto. Pertanto, condizione perché il credito della società consortile verso i soci sorga e sia liquido, è che siano rispettate le regole statutarie di determinazione e imposizione dei contributi ulteriori dovuti a copertura delle spese di gestione e che sia ricostruibile il criterio economico e aritmetico adottato.

Onere della società consortile è quello di provare l’ammontare, in toto e pro quota, dei contributi il cui pagamento si richiede.

Una norma statutaria che preveda obblighi di ripianamento dei costi di gestione non può essere applicata retroattivamente.

13 Dicembre 2019

Compatibilità di alcune clausole statutarie di natura consortile con l’assetto organizzativo delle società di capitali con causa consortile

La causa consortile può giustificare la deroga statutaria alle norme che disciplinano il tipo di società di capitali adottato, qualora la loro applicazione sia incompatibile con i profili essenziali del fenomeno consortile e purché non vi sia lo stravolgimento dei principi fondamentali che regolano quel tipo di società, al punto da renderlo non più riconoscibile rispetto al corrispondente modello legale.

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13 Dicembre 2016

Illegittimità della delibera di esclusione di un socio da una società consortile a r.l. in liquidazione

Non rileva ai fini dell’efficacia della clausola compromissoria contenuta in uno statuto il fatto che la delibera di esclusione del socio sia stata adottata dall’assemblea dei soci dopo che la società è stata posta il liquidazione, in assenza di una specifica previsione che escluda la efficacia della clausola compromissoria in tale ipotesi.

23 Novembre 2016

Mancata convocazione del socio: profili di invalidità della delibera

Sono annullabili, per mancata convocazione del socio, le delibere di esclusione del socio asseritamente moroso e di successiva approvazione del bilancio, adottate sul presupposto che il socio, in quanto inadempiente rispetto all’obbligo di conferimento, non avesse diritto a partecipare all’assemblea. [ LEGGI TUTTO ]

16 Ottobre 2015

Società consortile e diritti patrimoniali del socio escluso

E’ legittima la clausola statutaria di una s.p.a. consortile nella quale si preveda, in deroga alla disciplina delle società lucrative, l’esclusione del socio ex art. 2609, co. 1, c.c., senza diritto alla liquidazione della quota di capitale.