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6 Luglio 2018

Contratto preliminare di cessione di quote e clausola risolutiva espressa: la rilevanza della buona fede

Il comportamento delle parti nell’interpretazione delle clausole contrattuali e in tutte le fasi di esecuzione e svolgimento del conseguente rapporto deve essere improntato al rispetto dei principi di correttezza e buona fede e il loro agire va valutato, anche in presenza di una clausola risolutiva espressa, secondo il criterio generale della buona fede. [ LEGGI TUTTO ]

12 Gennaio 2018

Clausola risolutiva espressa e rinuncia alla condizione

Secondo il più recente orientamento della Corte di Cassazione, la rinuncia alla condizione risolutiva espressa comporta “una modifica contrattuale con rilevante alterazione rispetto al precedente negozio”, che conseguentemente deve essere adottata a mezzo di forma scritta (così Cass. n. 22662/2015).

Un più risalente orientamento giurisprudenziale – che non trova applicazione nel caso di specie – ammette tuttavia la rilevanza di una rinuncia tacita alla condizione (Cass. 3740/1979), ma questa deve potersi dedurre da considerazioni non generiche, tali da dimostrare l’esistenza dell’accordo modificativo.

12 Gennaio 2018

Sulla prova della rinuncia alla condizione risolutiva espressa

Il Tribunale aderisce all’orientamento giurisprudenziale secondo il quale la rinuncia alla condizione contrattuale (nello specifico una condizione risolutiva espressa) comporta una modifica contrattuale “con rilevante alterazione rispetto al precedente negozio” e in quanto tale [ LEGGI TUTTO ]

17 Ottobre 2017

Cessione di quote di srl e clausola risolutiva espressa: gli effetti retroagiscono

Il contratto di cessione di quote di s.r.l. va risolto per inadempimento a decorrere dalla data di ricezione della comunicazione con la quale l’attrice ha inteso avvalersi della clausola risolutiva espressa, non avendo l’acquirente corrisposto [ LEGGI TUTTO ]

12 Ottobre 2017

Risoluzione del contratto di cessione d’azienda per grave inadempimento della cessionaria

Nel contenzioso relativo a cessione d’azienda, nel caso in cui, sia invocata una presunta clausola risolutiva espressa, di cui all’art. 1456 c.c., oltre a presunta diffida ad adempiere ex art. 1454 c.c. (da ritenersi non idonea per essere stato assegnato un termine di adempimento inferiore a quello minimo prescritto dal Legislatore), qualora sia dimostrato il grave inadempimento della cessionaria (in specie: mancato pagamento dei ratei residui del prezzo pattuito) e parte cedente chieda comunque [ LEGGI TUTTO ]

6 Luglio 2017

Risoluzione per inadempimento di permuta di beni immobili con quote di s.r.l.

La norma di cui all’art. 1525 c.c., secondo la quale il mancato pagamento di una sola rata che non superi l’ottava parte del prezzo non dà luogo alla risoluzione del contratto di vendita con riserva di proprietà, è dettata con esclusivo riferimento a tale fattispecie contrattuale, e non è, pertanto, suscettibile di applicazione analogica con riguardo ad altre figure negoziali, quali una permuta di beni immobili con quote societarie, che preveda a carico di una delle parti l’obbligo di versare all’altra una somma rateizzata a titolo di conguaglio. [ LEGGI TUTTO ]

Risoluzione del contratto di cessione d’azienda: clausola risolutiva espressa ed eccezione d’inadempimento

In sede di accertamento giudiziale dell’avvenuta risoluzione di diritto del contratto per effetto della clausola risolutiva espressa contrattualmente pattuita ex art. 1456 c.c., qualora il convenuto abbia sollevato un’eccezione di inadempimento ex art. 1460 c.c. [ LEGGI TUTTO ]

30 Gennaio 2017

Mancato pagamento della quota di utili spettante all’associato in partecipazione e violazione del patto di non concorrenza da parte di quest’ultimo

L’associazione in partecipazione si qualifica per il carattere sinallagmatico fra l’attribuzione, da parte di un contraente (associante), di una quota degli utili derivanti dalla gestione di una sua impresa o di un singolo affare, all’altro contraente (associato), e l’apporto da quest’ultimo conferito, che può essere di natura varia, purché avente carattere strumentale per l’esercizio dell’impresa o dello specifico affare oggetto del contratto; ed è proprio il vincolo sinallagmatico che differenzia nettamente l’associazione in partecipazione dalla società.

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