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Art. 24 l.fall.
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3 Aprile 2019

Eccezione di difetto di competenza territoriale. Requisiti del sequestro conservativo.

L’azione di responsabilità sociale e dei creditori proposta dalla curatela fallimentare ex art. 146 l.fall. non è azione di massa sorgente dal fallimento e sfugge pertanto alla vis attractiva ex art. 24 L.F. del Tribunale che ha dichiarato il fallimento stesso.

L’art. 671 consente al creditore ad astringere con vincolo di indisponibilità – funzionale al successivo pignoramento – i beni del proprio debitore, laddove convinca il giudice della fondatezza del proprio timore di perdere la garanzia del credito: garanzia che, nel linguaggio tecnico-giuridico dei codici del 1940/1942, è quella patrimoniale generica offerta ai creditori da tutti i beni diritti e valori che, attualmente o in futuro, compongano il patrimonio di una persona fisica o giuridica. Costituiscono condizioni cautelare del sequestro conservativo:

i. che la garanzia, rispetto al momento in cui il credito è sorto, si sia assottigliata ovvero si stia o almeno rischi di assottigliarsi quantiqualitativamente, e questo per condotte dispositive del debitore o per l’aggressione che dei suoi beni abbiano fatto o stiano per fare altri creditori;
ii. che il timore sia fondato, ovvero si basi su elementi oggettivamente attinenti alla sfera giuridica del debitore stesso o all’indole fraudolenta desumibile dalle sue condotte.

11 Aprile 2017

Sequestro conservativo ante causam. Competenza territoriale. Azione di responsabilità ex 146 co. 2 lett. a) l.fall. e “cumulo” delle azioni. Scindibilità delle cause in tema di litisconsorzio facoltativo. Presupposti e coesistenza del fumus boni iuris e del periculum in mora

In materia di competenza, nel procedimento cautelare ante causam, trova applicazione il 669 ter c.p.c. Contrariamente a quanto previsto per il giudizio a cognizione piena, non opera in tale procedimento il regime delle preclusioni relativo alle eccezioni e al rilievo d’ufficio dell’incompetenza e, esclusa la vis actractiva del Tribunale fallimentare ex 24 l.fall., devono trovare applicazione le regole generali sia per quanto riguarda la competenza [ LEGGI TUTTO ]

10 Febbraio 2017

Azioni di restituzione di beni del fallito e procedura concorsuale

Ogni azione promossa che abbia come conseguenza la diminuzione del patrimonio acquisito nel fallimento, indipendentemente da quale sia il valore, deve essere proposta nell’ambito della procedura concorsuale con la conseguenza che è improcedibile [ LEGGI TUTTO ]

17 Ottobre 2016

Atti interruttivi della prescrizione. Competenza del Tribunale fallimentare.

In forza dell’art. 2943, quarto comma, c.c., per avere efficacia interruttiva della prescrizione un atto deve contenere, dal lato soggettivo, la chiara indicazione del soggetto obbligato e, dal lato oggettivo, [ LEGGI TUTTO ]

4 Aprile 2014

Richiesta di restituzione di fotocolor originali e obblighi del depositario

La competenza a pronunciarsi in relazione alla domanda di manleva è attratta dalla competenza del Tribunale fallimentare ai sensi dell’art. 24 l. fall. che si applica a tutte le azioni che derivino dal fallimento. In particolare, al concetto di «derivazione» deve attribuirsi l’ampio significato di incidenza sul patrimonio del fallito laddove l’azione sia diretta ad un prelevamento sull’attivo fallimentare che non può attuarsi se non attraverso il procedimento di verifica del passivo.