{ hai cercato per: Diletta Lenzi }
5 luglio 2017

Sull’annullabilità della delibera del consiglio di amministrazione di s.r.l.

Fermo restando che l’art. 2388 c.c. si applica anche alle delibere assunte dal CdA di s.r.l., poichè tale norma esprime un principio generale dell’ordinamento circa la sindacabilità delle decisioni dell’organo amministrativo collegiale, la delibera […]

3 luglio 2017

In tema di restituzione di quote a seguito della nullità dell’atto traslativo: il principio di indifferenza tra bene quota e ammontare del capitale sociale

La quota di s.r.l. è bene mobile immateriale e in quanto tale oggetto unitario di diritti, dotato di valore patrimoniale oggettivo (così anche Cass., n. 22361 del 2009; Cass., n. 6957 del 2000; Cass., n. 5494 del 1999). Tra quest’insieme di diritti e doveri non si rinviene […]

29 giugno 2017

Sulla revoca cautelare degli amministratori di s.r.l.

Il ricorso in via cautelare per la revoca dell’amministratore di s.r.l. deve considerarsi genericamente ammissibile, a prescindere dall’esercizio dell’azione di responsabilità; la revoca deve dunque considerarsi come misura cautelare […]

13 giugno 2017

Sull’ammissibilità della consulenza tecnica preventiva a fini conciliativi volta alla riclassificazione di voci del bilancio consolidato

La domanda di consulenza tecnica preventiva a fini conciliativi ex art. 696bis c.p.c. non è ammissibile ogniqualvolta l’accertamento tecnico presupponga la decisione di questioni preliminari tra le parti, come ad esempio l’esatta interpretazione di clausole contrattuali […]

9 maggio 2017

Il preliminare di vendita di cose altrui può avere ad oggetto quote di s.r.l.

Il contratto preliminare di vendita di cosa altrui può avere ad oggetto quote sociali. La quota di s.r.l. deve invero considerarsi quale bene immateriale, equiparabile ad un bene mobile non iscritto in pubblico registro […]

2 maggio 2017

Potere di convocazione diretta dell’assemblea dei soci di srl

Nel potere dei soci di s.r.l., che rappresentano almeno un terzo del capitale sociale, di sottoporre alla decisione dei soci determinati argomenti (ex art. 2479, co.1, c.c.), rientra altresì, per via estensiva, il potere di convocazione diretta su quegli stessi argomenti […]

28 aprile 2017

Configurabilità della minaccia di far valere un diritto come causa invalidante del contratto di cessione di azioni

La costante assistenza legale alle parti, durante il corso delle trattative di un contratto di cessione di azioni, mal si concilia con la pretesa annullabilità del contratto preliminare in quanto concluso a seguito dell’asserita minaccia morale (mossa dal socio di maggioranza cedente che minacciava di promuovere l’azione di responsabilità nei confronti dell’amministratore acquirente)  o comunque in carenza di un’intenzione effettiva all’acquisto di azioni al prezzo indicato (asseritamente inferiore al valore effettivo).

In particolare, secondo un consolidato indirizzo della giurisprudenza di legittimità in materia di annullamento del contratto per vizi della volontà, la violenza invalidante il negozio giuridico si prospetta nel caso in cui la minaccia subita da uno dei contraenti sia specificamente finalizzata ad estorcere il consenso alla conclusione del contratto al punto da incidere, con efficienza causale, sul determinismo del soggetto passivo, il quale non avrebbe altrimenti concluso il contratto (Così Cass. nn. 235/2007; 12484/2007; 6044/2010; 17523/2011 e da ultimo in particolare Cass. sez. I, 9 ottobre 2015, n. 20305).

CERCA UNA SENTENZA

Trova le sentenze con una ricerca libera o per argomento suggerito:

ricerca
avanzata

(altri criteri di ricerca)

Articolo:

trova le sentenze che si riferiscono ad un particolare articolo del codice:

Data:

trova le sentenze pubblicate ufficialmente in una data specifica o in un periodo:

da a

Ente giudicante e luogo:
Registro e codice:

n° progressivo

anno

L’archivio delle sentenze è
realizzato in collaborazione con:

presto altri tribunali...

{ sentenza in evidenza}

5 aprile 2017

Configura grave inadempienza che legittima l’esclusione del socio accomandatario ai sensi dell’art. 2286 c.c. la violazione dei doveri inerenti la gestione della società

Le gravi inadempienze che giustificano il ricorso al rimedio dell’esclusione del socio accomandatario possono attenere anche ad obbligazioni gravanti sul socio nella diversa qualità di amministratore poiché, se è ben vero che l’esclusione del socio per gravi inadempienze ex art. 2286 c.c. si pone su un piano distinto da quello della revoca dell’amministratore per giusta causa ex art. 2259 c.c., è parimenti vero che, al di là ed indipendentemente dagli obblighi che l’amministratore incontra per il mandato conferitogli, vi è un obbligo fondamentale che deriva dalla qualità di socio, costituito dal dovere di non compiere atti che, per essere in contrasto con i fini della società, configurino insidia per la compagine sociale; pertanto, nel caso in cui un socio cumuli in sé anche la veste e qualità di amministratore, è ben possibile che le irregolarità ed illiceità poste in essere nell’esercizio dei poteri gestori rilevino quale causa di esclusione dalla società, per violazione dei doveri previsti dallo statuto a tutela delle finalità e degli interessi dell’ente

Per un accesso veloce a questo contenuto
usa lo shortlink:
http://bit.ly/2thJrnh

Edgardo Ricciardiello

Titolare

Dottore di Ricerca Abilitazione Nazionale a Professore Associato in diritto Commerciale e Avvocato in Bologna

(continua)

oppure usa questo QR code:
Scan the QR Code

Scopri
CHI SIAMO

Tutte le informazioni su giurisprudenzadelleimprese.it: il curatore, lo staff e il network di competenze che rendono possibile l'esistenza di questo portale.

Grazie al
PATROCINIO di:

Associazione
Disiano Preite

per lo Studio
del Diritto
delle Imprese

Seguici!

Iscriviti alla newsletter:

(trattamento dati)

oppure su:

Sostienici

Si ringrazia:

logo Marchi & Brevetti Web

Se ritieni utile il servizio

link sostienici