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27 febbraio 2017

Azione di responsabilità del socio e danno indiretto

Con l’azione di responsabilità ai sensi dell’art. 2746, co. 6, c.c. (che costituisce l’equivalente dell’art. 2395 c.c.), il socio non è legittimato a richiedere in proprio all’amministratore il risarcimento […]

7 febbraio 2017

Versamento da parte di un terzo finalizzato alla sottoscrizione di un futuro aumento di capitale e pretesa restitutoria

Il terzo che ha trasferito alla società una somma di denaro al fine di sottoscrivere un futuro aumento di capitale ha diritto alla restituzione di quanto versato qualora la società non deliberi il citato aumento, atteso che l’attribuzione è priva di causa […]

7 febbraio 2017

Omessa relazione dei sindaci e annullabilità della delibera di approvazione del bilancio

Costituisce un vizio procedimentale, che giustifica l’annullamento della delibera di approvazione del bilancio, la mancata comunicazione del progetto di bilancio al collegio sindacale e la conseguente mancanza della relazione […]

7 febbraio 2017

Interesse personale del socio e conflitto di interessi

Affinché una delibera sia annullabile in quanto assunta con il voto determinante di un socio in conflitto di interessi, è necessario che sussista un rapporto di reciproca esclusività tra l’interesse sociale e quello del socio, con la conseguenza che […]

29 dicembre 2016

Giusta causa di recesso dell’accomandante

Sussiste una giusta causa di recesso dell’accomandante qualora l’accomandatario ponga in essere comportamenti in violazione dell’obbligo di correttezza e lealtà tra soci […]

25 novembre 2016

Decisione della controversia in caso di mancato deposito del fascicolo di parte precedentemente ritirato

Il giudice, qualora accerti che una parte ha ritualmente ritirato il proprio fascicolo ex art. 169 c.p.c.  senza renderlo nuovamente reperibile al momento della decisione, ha il dovere di decidere la controversia allo stato degli atti, essendo tenuto […]

9 settembre 2016

Azione di regresso tra soci di snc

Il socio di società personali che paga, con fondi propri, debiti della società, può agire in regresso, pro quota, nei confronti degli altri soci illimitatamente responsabili. […]

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20 marzo 2017

Cancellazione di s.r.l. dal Registro delle imprese ed impugnazione della messa in liquidazione.

Nel caso in cui all’estinzione di una società (sia di persone che di capitali), ed alla sua cancellazione dal Registro delle imprese, non corrisponda il venir meno di ogni situazione giuridica soggettiva facente capo alla stessa, si determina un fenomeno di tipo successorio, per cui : (a) le eventuali passività sociali non si estinguono, ma si trasferiscono ai soci, che peraltro ne rispondono o nei limiti di quanto riscosso a seguito della liquidazione, ovvero illimitatamente, a seconda che fossero limitatamente o illimitatamente responsabili per i debiti sociali; (b) i diritti e le situazioni giuridiche attive non compresi nel bilancio di liquidazione della società estinta si trasferiscono ai soci, in regime di contitolarità o comunione indivisa, con esclusione delle mere pretese e dei crediti ancora incerti o illiquidi, da ritenere rinunciati.

La cancellazione e l’estinzione della società possono essere trattati, sul piano processuale, alla stregua di un comune fenomeno di successione a titolo universale nel processo, con applicazione, fra l’altro, dei principi generali ex artt. 299 ss. c.c. (con l’unica eccezione della dichiarabilità del fallimento della società per un anno a far data dalla sua cancellazione dal Registro, ex art. 10 l.fall.).

La carenza di legittimazione del socio moroso nel versamento dei conferimenti ad impugnare le decisioni dei soci non è sanata in caso di successiva estinzione della società e prosecuzione del giudizio contro gli ex-soci.

L’ eventuale accoglimento della domanda di annullamento della delibera di messa in liquidazione di una s.r.l. non fa venir meno l’effetto estintivo, di natura costitutiva, dell’avvenuta sua cancellazione dal Registro delle imprese, che il liquidatore abbia richiesto – essendovi tenuto per legge (art. 2495, 1° comma, c.c.) – dopo che, in assenza di opposizione da parte degli interessati, sia stato approvato il bilancio finale di liquidazione.

Quando l’unico oggetto della causa desumibile dalle conclusioni rassegnate in sede di citazione sia l’impugnazione di una delibera assembleare, è inammissibile (costituendo domanda nuova) l’introduzione, con la memoria ex art. 183, comma 6, n. 1, c.p.c., di questioni attinenti la mala gestio dell’amministratore.

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Marco Verbano

Laureatosi col massimo dei voti e la lode in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Padova nel 2011 (tesi di diritto civile su “Il danno da intese anticoncorrenziali”, relatore il Prof....(continua)

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